La Marzocco, una grande famiglia

La Marzocco è una grande famiglia! Era questo il mio pensiero, mentre tornavo da Scarperia, con lo sguardo rivolto alle campagne intorno a Firenze, in compagnia di tre baldi uomini e del loro vociare in sottofondo, seduti insieme a me sulla vettura che ci stava riportando alla stazione. Ma torniamo all’inizio di questo viaggio e dopo, dimenticando tutte le regole di un bravo scrittore, proseguiamo oltre, fino ad arrivare al momento in cui sto scrivendo queste parole, in una fredda mattina d’autunno, con carta e penna e tanta voglia di parlare bene di questa azienda, La Marzocco, su cui ho deciso di credere e di investire.

Reset.

Appuntamento alla Stazione Termini, si parte!

Io, giovane torrefattore di belle speranze, Daniele Frontoni, titolare del Ristorante e Caffetteria Jacopa di prossima apertura, in compagnia del suo bravissimo chef Jacopo Ricci e di Silvio Rascioni, Brand Ambassador de La Marzocco.

Silvio ci avrebbe accompagnato in una visita guidata presso l’azienda, in quanto io e Daniele eravamo da poco diventati loro clienti tramite l’acquisto di nuove attrezzature.

Dopo una buona colazione al Mercato Centrale, siamo partiti verso Firenze.

All’arrivo in città, la prima sorpresa

Ad attenderci c’era un simpatico autista con una confortevole navetta che in circa trenta minuti ci ha portato verso Scarperia, dove ha sede lo stabilimento produttivo della Marzocco. Qui vengono realizzate tutte loro le macchine per espresso distribuite nel mondo. Il tragitto è stato tranquillo e spensierato, con i colori dell’autunno e delle campagne intorno a Firenze che riempivano il nostro sguardo.

Benvenuti a La Marzocco

Benvenuti al La Marzocco

Arrivati in azienda, conosciamo subito Lavinia che ci farà da assistente e da guida per tutta la giornata. Sarà lei ad accompagnarci verso la sala di rappresentanza, egregiamente arredata in legno, dove erano esposti diversi modelli di macchina per espresso e quadri e foto storiche che raccontavano la storia di questa azienda. All’esterno, su un  terrazzo, c’erano un grande tavolo ed un forno a legna, dove immaginavo allegri pranzi estivi, con le pareti decorate con decine di mattonelle dipinte a mano, su cui erano presenti le firme delle persone più importanti che avevano lavorato in questa azienda. Silvio mi guardò e disse che sperava un giorno di leggere anche il suo nome. Io gli feci i migliori auguri.

Poi arrivò il momento clou. Lavinia, con la sua voce gentile, ci presentò Piero Bambi, figlio del fondatore dell’azienda e presidente onorario.

Fabrizio Rinaldi e Piero Bambi

Fabrizio Rinaldi e Piero Bambi

Io mi immaginavo una persona imponente, in giacca e cravatta, che alla sua veneranda età ancora impartiva ordini e proclamava sentenze.

Ed invece arrivò un simpatico signore, con cui mi sarei seduto volentieri a pranzare, in una giornata d’estate, su quel famoso tavolo in terrazzo, ascoltando la sua storia, dando voce ai suoi pensieri, lunghi e pieni di aneddoti, in un pranzo che probabilmente non avrebbe mai avuto fine.

Ebbi l’onore di essere servito da lui, per un buon caffè, e l’istante venne immortalato da Daniele che ci scattò la foto che vedete in alto dove Piero sembra quasi sorpreso ed io sorrido in modo sincero.

Questo umile signore rappresenta la storia dell’azienda, ne fa ancora parte, allieta gli ospiti con i suoi infiniti racconti, si diverte a spiegare nei dettagli il funzionamento di una Macchina per espresso, parlando di elettrovalvole e di caldaie, e lì capisci quanto conosca davvero in fondo il suo mestiere.

Ma lo sapete che La Marzocco Linea PB che ho acquistato per la mia caffetteria prende appunto il suo nome: Piero Bambi?

L’incontro sarebbe durato per ore se Lavinia non fosse prontamente intervenuta per ricordarci che la visita doveva proseguire. Ed allora salutammo Piero, ringraziandolo per la sua accoglienza. Appena superata una porta, quel mondo caldo e ricco di legno, si trasformò in una struttura moderna e allo stesso tempo incantevole.

Avete presente il bambino che entra nella fabbrica di Willy Wonka?

Io ho provato lo stesso meravigliato stupore, quando siamo entrati nell’area di produzione, grande come un campo da calcio, ma forse anche di più, dove decine di operai erano concentrati sul loro lavoro, in un clima sereno e familiare, con una canzone italiana diffusa per radio che qualcuno persino ripeteva in sottovoce.

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Da notare che in questa azienda tutte le fasi di produzione si svolgono rigorosamente a mano, come indicato sul loro slogan “ Handmade in Florence “ e visitando lo stabilimento ho avuto modo di confermare questa strabiliante verità. Sono tutti artigiani, ciascuno esperto nel proprio settore, e non esistono robot o macchinari industriali, ma solo la mano dell’operaio e la sua esperienza.

Lavinia ci accompagnò nella visita di tutta la fabbrica, passando nel settore di Ricerca e Sviluppo e in altri ambienti di natura tecnica, per poi spostarci verso gli uffici di amministrazione e vendita, giungendo infine in un nuovo ambiente di rappresentanza, dove erano esposti gli ultimi modelli di Macchina per Espresso, come la Strada. Durante il percorso ho scoperto che c’erano diverse zone di svago per gli operai, dove potevano giocare a biliardo, rilassarsi in una conversazione, divertirsi a biliardino o con le piste giocattolo elettriche e persino allenarsi in una palestra, con un personal trainer!

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Siamo poi entrati in una stanza dedicata in esclusiva al Modbar, la nuova frontiera delle Macchine per Espresso, con un design che racconterà una nuova storia in questo settore e che presto sarà presente anche da Jacopa, la splendida caffetteria che aprirà Daniele Frontoni nel suo locale nel cuore di Trastevere.

il Modbar

il Modbar

Dopo la visita, tornammo nel salone arredato in legno, per il pranzo, degno di un ristorante. Siamo stati trattati davvero come ospiti di riguardo, per tutta la giornata, con gentilezza e professionalità, ed io mi sono sentito perfettamente a mio agio, come se fossi in una grande famiglia.

Al termine del pranzo, dopo aver sfogliato alcuni libri che raccontavano la storia della Marzocco, seduti su comode poltrone, ci informarono che una navetta avrebbe potuto accompagnarci alla stazione, in anticipo, così da permetterci una breve passeggiata per Firenze. Salutammo Lavinia e le persone che ci avevamo fatto compagnia in questa giornata, con la voglia di tornarci presto. Nel viaggio di ritorno, come ho scritto all’inizio di questo articolo, mi trovai a pensare che in fondo, La Marzocco, era come una grande famiglia, dove ci si conosce un po’ tutti, ci si tratta con rispetto, si mangia e si scherza insieme, e si pensa alle cose serie in un clima di reciproca intesa. Ero fiero, in qualche modo, di essere entrato anche io in questa famiglia.

Fabrizio Rinaldi Piazza del Duomo di Firenze

Fabrizio Rinaldi Piazza del Duomo di Firenze

Arrivati a Firenze, abbiamo avuto il tempo di passeggiare per il centro, passare per il Duomo e Piazza della Signoria, e di prendere anche un caffè da Ditta Artigianale, la prima caffetteria specialty aperta in Italia, dove naturalmente bevemmo un ottimo caffè, estratto con una Marzocco.

Ma la storia non finisce qui. Perché proprio grazie a La Marzocco, ho avuto il piacere di essere presente al Milan Coffee Festival, nell’area True Artisan Cafè.

E proprio questa mattina, per la prima volta, ho avuto la gioia di servire un caffè, nella caffetteria della mia famiglia, con una Marzocco PB nuova di zecca, su cui avrò tempo di divertirmi e di affrontare belle sfide.

La storia quindi continua … Questo è solo l’inizio di una nuova avventura!

Special thanks to: Francesco Lusi e Fabio Bianchi di Coffeetech, vendita e assistenza tecnica La Marzocco